Continuavano a chiamarlo Servizio Pubblico
- 06/04/2016
Dopo la opinabile propaganda sanremese dello scorso febbraio, che ha visto tutti i cantanti in gara mettere in bella evidenza le loro fascette arcobaleno (non entriamo nel merito delle discussioni sui diritti delle unioni civili, sia chiaro, ma sottolineiamo il concetto che non ci è sembrato molto "democratico" usare la manifestazione nazionale più seguita per veicolare le verità di una parte sola...), stasera il Vespone nazionale ci darà l'ennesima dimostrazione di come il Servizio Pubblico televisivo venga usato per finalità private e piuttosto discutibili. Paghiamo il canone perché il figlio di Riina, uno dei boss mafiosi più sanguinari, possa andare in televisione, ospite del programma di punta di Rai 1, a pubblicizzare il libro sul padre, e magari per veicolare il concetto che, sotto sotto, è pure un eroe da rivalutare? Le famiglie di Falcone e Borsellino, delle scorte ammazzate mentre svolgevano il loro lavoro, e tutti gli italiani onesti ringraziano i vertici Rai.




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Rai Vespa Riina mafia vittime canone
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